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Pensiero del giorno 25.09.2016 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

-La fede è vedere ciò che non si vede, ma a volte ciò che non si vede, purtroppo non si riesce ancora a vedere. Dunque non è vera la fede? No! Il Signore, se continui ad aver fede, fa vedere ciò che non si vede, anche se, per prova, ritarda.

-Der Glaube ist: sehen, was man nicht (mit den Augen) sieht, aber manchmal gelingt es dir noch nicht, das zu sehen, was du nicht siehst. Also ist der Glaube nicht wahr? Nein! Wenn du fortfährst zu glauben, lässt dich Gott das sehen, was du nicht siehst, auch wenn er dich prüft und sich dies verzögert.

-La foi c’est voir ce qui ne se voit pas, mais parfois ce qui ne se voit pas, on ne réussit malheureusement pas encore à le voir. Donc est-ce la vraie foi? Non! Le Seigneur, si tu continus à avoir foi, il te fait voir ce qui ne se voit pas, même si, pour tester, il retarde.

Il Cuore Immacolato di Maria

(Is 61, 10-11; 1 Sam 2,1.4-8; Lc 2, 41-51)

Buona sera a tutti.

È una gioia vedervi. Vi devo parlare del Cuore Immacolato di Maria, però desidero andare circa un secolo fa a Fatima, dove la Madonna ha invitato Lucia, Giacinta e Francesco a pregare molto per la conversione dei peccatori.

Ci sono alcune cose che forse sfuggono oltre che alla memoria anche al cuore di sacerdoti, di anime consacrate, di anime buone, cose che la Madonna ha detto a Fatima a Lucia, la quale ha scritto e ha inviato alla Santa Sede i suoi quaderni. Ma io desidero dirvi alcune cose con molta chiarezza.

Quando la Madonna è apparsa a Lucia, ha sempre invitato, sia Lucia che era la più grande come gli altri due ragazzini, a pregare molto e a digiunare per la conversione del mondo. Ci sono alcune cose però che nessun altra apparizione della Madonna ha messo in risalto. Se voi pregherete e farete penitenza – era in atto la prima guerra mondiale – la guerra finirà.

Vi dirò un particolare. La Madonna già aveva manifestato a Padre Pio quello che avrebbe detto a Lucia e ai bambini a Fatima, e lui si era offerto al Signore vittima per la salvezza del mondo.

Voi sapete che Padre Pio è stato ordinato nel 1910, il famoso 10 agosto; egli stesso diceva che già sin da allora aveva le stimmate a intermittenza, cioè a volte visibili e a volte invisibili; le stimmate sono il segno dell’autenticità della vittima che si offre al Signore. Padre Pio scriveva nel 1912, che tutti i giorni erano con lui Gesù, la Madonna, San Giuseppe, San Michele e San Francesco, e con loro parlava e pregava. Essendo già in corso la guerra mondiale del 1915 – 1918, la Madonna in particolare non poteva non chiedere anche al suo figlio predilettissimo Padre Pio un intervento di preghiera e di penitenza per la cessazione della guerra. La Madonna però volle coinvolgere anche dei bambini, Lucia, Giacinta e Francesco, pose una condizione: se voi pregate e fate penitenza la guerra finirà. Potrei dire che la misericordia del Signore dipende sempre dalla benevolenza del Signore, però è condizionata anche e sempre dalla preghiera, dalla penitenza.

Conosco alcune cose particolari circa la prima e la seconda guerra mondiale. Durante questi conflitti mondiali Padre Pio, sia la prima volta che la seconda volta, si offrì al Signore per la cessazione della guerra. Tenete presente quello che disse la Madonna: se voi pregate e fate penitenza la prima guerra mondiale finirà. Purtroppo non si pregò abbastanza perché, dopo aver avuto dal Signore il dono della fine della guerra, tanti cristiani smisero di pregare e fare penitenza pensando che il pericolo ormai era passato, per cui si poteva essere un po’ più liberi da questa condizione: se pregate e fate penitenza la guerra finirà.

La Madonna aveva detto anche che se voi non pregate e non fate penitenza la seconda guerra mondiale verrà, e sarà peggiore della prima. Come voi sapete è venuta la seconda guerra mondiale. Io ricordo ero appiccicato alla radio. Nel mio paese c’erano tre case dove c’era la radio. Il 10 giugno del 1940 scoppiò la seconda guerra mondiale, però non dovete dimenticare quello che dice la Madonna: se fate penitenza e digiunate finirà la prima guerra mondiale, ma se non continuate a pregare e a fare penitenza ne verrà un’altra peggiore della prima, come di fatto è avvenuto.

La benevolenza, la misericordia del Signore è condizionata anche secondo il suo disegno di sapienza infinita alla preghiera e al digiuno delle anime buone. Evidentemente le anime buone non furono sufficienti dinanzi al trono di Dio per evitare la seconda guerra mondiale. 10 giugno 1940. Mamma mia!

Io ricordo quel momento, tutto il mondo fascista osannava a colui che aveva dichiarato la guerra. Che tristezza profonda! Le persone pensavano alla guerra, ma non pensavano che non avevano pregato e fatto penitenza. La Madonna a Fatima disse anche che se non pregate e non fate penitenza, purtroppo sul pianeta il Signore lascerà cadere non dico disastri apocalittici, ma certamente le giuste punizioni  per i peccati commessi e per la mancata osservanza della richiesta materna di pregare e fare penitenza.

Noi in questo momento storico ci troviamo in questa condizione, ma chi di noi non si è accorto di come giorno dopo giorno si inventano tutte le maniere per offendere Dio. La pedofilia, la sessualità che non rispetta le leggi che Dio ha dato, l’eutanasia ….; ma cosa più l’umanità deve inventare con la presunzione della libertà e del relativismo: secondo me questo è giusto, sono libero di fare quello che mi pare e piace. Hanno completamente dimenticato che Dio è l’unico Signore e hanno dimenticato come anche tutti gli altri esseri, compresi tutti quelli esistenti e non viventi come il sole, devono piegarsi alla volontà di Dio.

Chi di noi non avverte questo momento storico terribile!

Voi pensate che Papa Francesco non abbia pregato la Madonna e non abbia tenuto presente quello che la Madonna ha detto a Fatima di pregare e fare penitenza, per evitare mali peggiori della prima e della seconda guerra mondiale su tutto il pianeta? Noi vediamo, constatiamo ciò che ha detto la Madonna a Fatima. Vediamo come oggi c’è la corsa al peccato, al sacrilegio, all’esclusione di Cristo, di Dio dalle famiglie, dalle istituzioni, dalla società, dal pianeta. Se le cose stanno così e la Madonna è una mamma la quale dice la verità – d’altra parte abbiamo le prove precedenti – dobbiamo riflettere su quello che ha detto: se non pregate e fate penitenza, questa guerra non finirà e ne verrà una peggiore.

Noi stiamo dinanzi ai fatti: contra factum non valet argumentum (non è possibile dubitare sui fatti che succedono). Nel 1917 il mondo cattolico pregò di più; mi sembra che proprio nel 1917 c’era stata la ritirata di Caporetto. Stava per essere travolta l’Italia dall’esercito austro ungarico.

Io mi trovavo in giardino con Padre Pio attorno al 1948 – 1950.

Faccio un inciso. Mi incontra un uomo, forse non era associato, e mi domanda: scusi, lei ha novant’anni? No, ancora no. Era la prima volta che nella mia vita mi trovavo dinanzi a questa aggressione così sfacciata. Novant’anni. Io dissi: ancora no. Ci sono mesi che mancano. Sono nato dieci anni dopo il 1917. Sono nato nel 1927 e pensate un po’ come tutti quanti questi eventi io in gran parte li ho vissuti.

Mi ricordo, come stavo dicendo, quando ero in giardino con Padre Pio venne un cappellano militare degli alpini, i quali avevano combattuto strenuamente sulle Alpi – Padre Pio era due metri davanti a me mentre il cappellano in piedi, era un salesiano – aveva detto: Padre, gli Alpini sono stati veramente eroi, gli italiani nelle trincee hanno veramente meritato la vittoria.

Padre Pio stava zitto.

Padre, tenga presente che senza mangiare quei soldati italiani hanno resistito dinanzi all’esercito austro – ungarico e con una ripresa eccezionale meravigliosa hanno fatto la rimonta da ricacciare il nemico oltre Piave.

Padre Pio – ero presente io – disse: ohi, se non ci fosse stato Ciccio di qua, la guerra non sarebbe finita. (Ciccio nel dialetto napoletano è Francesco, il nome di Battesimo del Padre era Francesco, Pio è il nome che lui, secondo la Regola di San Francesco, scelse quando fece i voti perpetui). Come vedete si era offerto vittima.

Ricordo anche la seconda guerra mondiale: Albania, Grecia, Russia.

Ricordo: una mamma correndo mi venne incontro – allora c’era ancora il Ministero della Guerra presso il quale veniva notificato l’eventuale ritorno dei dispersi in Russia – da sei sette anni non aveva avuto la gioia di vedere il figlio ritornare; venne da Padre Pio e, vedendomi sempre vicino a lui, mi chiamò in fretta: domanda al Padre, mio figlio che attendo da tempo – che mi hanno detto disperso in Russia – tornerà o no? Io vado da Padre Pio – seconda guerra mondiale – e dico: senta Padre, c’è una mamma che è molto angosciata perché aspetta il figlio, il Ministero della Guerra ha detto che è disperso in Russia. Lei ha atteso per sei – sette anni, ma ancora il figlio non è ritornato. Padre Pio prima abbassa la testa, poi alza la testa, mi guarda e con voce ferma, ma abbozzando un sorriso: dì alla mamma che io personalmente l’ho assistito negli ultimi momenti e l’ho accompagnato personalmente in Paradiso. Disse proprio così.

Io non mi rendevo conto di queste risposte. Andai e così: senti, il Padre ha detto che lui stesso lo ha assistito lì in mezzo alla neve in Russia e che personalmente lo ha accompagnato in paradiso. Quando la mamma sentì questo, scoppiò a piangere. Non vedrò più mio figlio. Ma sta in paradiso. E non sapeva se piangere o gioire. Mi ricordo quella mamma. Era felice però era anche angosciata. Mamma mia!

Quindi, Padre Pio non soltanto ha collaborato per la fine della prima guerra mondiale, ma si è prodigato in tante maniere per aiutare tanti figli di Dio che morivano sui campi di battaglia, specialmente in Russia.

Quindi le parole della Madonna si sono avverate, sia per la prima guerra mondiale, sia per la seconda guerra mondiale.

Noi ci troviamo in un momento particolare, direi particolarmente strano perché il Papa Francesco ha detto: siamo in una guerra mondiale a pezzi, a macchia di leopardo. Quanta gente, quante famiglie, quanti migranti di qua, di là, a destra, a sinistra! A Fatima la Madonna ha detto un fatto nuovo, mai sentito nelle apparizioni della Madonna. Qual è? Ha detto che vuole che tutti quanti si affidino – facciano l’affidamento, la consacrazione – al Suo Cuore Immacolato.

Pio XII fece questo, però Lucia disse che la Madonna desiderava non un affidamento universale del mondo cattolico, ma delle famiglie, possibilmente personalmente. Io mi sono chiesto: come mai la nostra Mamma celeste ha chiesto a tutti i figli suoi –  ad Amsterdam la Madonna ha detto che Lei non è soltanto la Madre della Chiesa, ma di tutti i popoli della terra – di affidarci al suo Cuore immacolato? Questo affidamento al Cuore Immacolato di Maria vuol dire che il Padre Celeste, Gesù, lo Spirito Santo, hanno affidato alla Madonna il grande compito di aiutare il mondo che veramente sta andando alla deriva.

Cosa è avvenuto? E’ avvenuto un fatto molto, molto grave e cioè che se la Madonna ha chiesto a tutti quanti i figli suoi che stanno sul pianeta di affidarsi al suo Cuore, certamente il rifugio nel Cuore di Maria comporta due cose: che c’è un pericolo grave, e che quel rifugio difende dal pericolo grave.

C’è un fatto particolare ancora e cioè che la Madonna – questo lo diceva Padre Pio a me personalmente – sarebbe apparsa sulla terra in tanti luoghi per avvertire i suoi figli di pregare e fare penitenza, perché il braccio della giustizia di Dio – disse la Madonna nel Magnificat – si va spiegando per punire l’umanità.

È mai possibile che Dio non debba difendere i figli che Lui ha creato e che suo Figlio morendo e risorgendo ha riconquistato a prezzo del suo sangue? E’ possibile mai che l’umanità debba andare alla deriva per tanti peccati del mondo senza che Dio intervenga? Ed è possibile che non ci sono anime idonee a poter trattenere il braccio della giustizia di Dio? Allora il Padre Celeste, Gesù, lo Spirito Santo, hanno mandato la Mamma nostra a chiedere a tutti quanti i suoi figli di rifugiarci nel suo Cuore Immacolato.

Tutte queste cose non sono per niente pensate, tanto meno riflettute, non sono meditate nemmeno dai preti, dalle anime consacrate, da gente che viene in chiesa. La prima guerra mondiale e la seconda guerra mondiale, l’affidamento al Cuore Immacolato di Maria; l’avvertimento: se non vi convertite, pregate e fate penitenza cose peggiori della prima e della seconda guerra mondiale accadranno. Noi tutte queste cose non le pensiamo. Le leggiamo, magari forse ci sorprendiamo. È una Mamma che parla in questo modo. È una Mamma.

Come dicevo, la Madonna ha annunziato la prima, la seconda guerra mondiale e quello che verrà qualora i figli suoi non faranno penitenza, non digiuneranno. Anche se se ne parla in altre apparizioni, i pilastri della storia di Maria, la storia che sarà prolungata, proiettata nei secoli, partono da Fatima. È lì il più grande faro mariano di questi ultimi secoli.

E tu, tu stai criticando la trasgressione del sesto e al nono Comandamento, la pedofilia, la droga, quella che lascia il marito, quello che lascia la moglie, quello è drogato, quello lascia la scuola, quello è depresso. Mamma mia! Non bastano gli uomini di Dio sulla terra per asciugare le lacrime di tante mamme, tanti papà che stanno imparando a piangere. Tanti papà piangono per i figli che vanno giorno dopo giorno alla deriva. C’è il Cuore Immacolato di Maria che è stata mandata dal Padre Celeste, dal Figlio suo, dallo Spirito Santo, e che è il rifugio del mondo contemporaneo minacciato lì a Fatima: se non pregate e non fate penitenza, castighi peggiori della prima e della seconda guerra mondiale verranno, in modo planetario.

Perché non ti inserisci tra quella gente che prega e fa penitenza, perché non ti affidi nel cuore al Cuore Immacolato di Maria? Sì, adesso noi indubbiamente stiamo celebrando la Messa al Cuore Immacolato di Maria, sentiamo queste cose, esse ci sorprendono, forse anche ci angosciano, però alla fine non sappiamo tornare di nuovo al prossimo dal quale siamo divisi, a pregare fare penitenza.

Cosa è la penitenza? Rinunzia a ciò che è male per poter fare un po’ di bene. Mamma mia! Non dimentico mai quello che Padre Pio mi diceva: in tante parti della terra la Madonna apparirà. Con lui era tutti i giorni come dicevo prima, era con lui nel 1912.

Mi ricordo che una volta eravamo in giardino con Padre Pio e si parlava proprio di questo argomento di Fatima. Lui molto prudente non diceva nulla. Si parlava dell’apparizione di Fatima: Padre, quando si vedrà la Madonna, il cuore scoppierà di gioia. Chissà che avranno sentito Lucia, Francesco e Giacinta, chissà cosa avranno avuto nel cuore! Padre Pio ascoltava, ascoltava. A un certo momento disse: sì, è una cosa bella, sull’elce però sull’albero la Madonna non si muoveva. Ma io vedo tante volte camminare in questo corridoio la Mamma nostra celeste. La vedo camminare.

Noi conosciamo la Madonna, i Santi, e le loro esperienze, però la realtà della nostra vita cristiana è squallida: le famiglie sono disordinate, le leggi consentono l’eutanasia, l’utero in affitto e tante altre cose che danno dolore al Cuore della Madonna; chi si salva oggi?

Io vi sto parlando questa sera, e tu resti ancora indifferente dinanzi al grido di una Mamma. Il Cuore Immacolato di Maria viene desunto dal Vangelo che avete ascoltato. Se ben ricordate, abbiamo detto che noi riempiamo il nostro cuore di amore mettendo in pratica la Parola di Dio dove c’è lo spirito e la vita di Dio che è amore. Chi più di Maria ha ubbidito a Dio? Maria ha avuto nel suo Cuore più di quanto non abbia avuto nel grembo? Ha avuto lo Spirito e la vita di Gesù, l’amore di Dio. L’ubbidienza di Maria, dopo quella di Gesù, è al massimo grado, per questo l’amore che alberga nel suo Cuore si avvicina molto all’amore divino di Gesù.

Quella spada che ha trapassato l’anima sua è il sigillo dell’altezza inarrivabile dell’amore di Maria, perché Lei ama soffrendo, infatti si soffre amando soltanto sotto la croce. Che bello quel cuore! Lei obbedientissima alla Parola di Dio, ha ricevuto nel suo Cuore lo spirito e la vita di Cristo che è amore, per cui è così pieno di amore il suo cuore, da poter invitare – la Mamma non può ingannare i figli – tutti i figli suoi della terra a rifugiarsi nel suo Cuore dove c’è la potenza, l’amore di Dio, perché Lei è la figlia più ubbidiente di Dio.

Un giorno andammo con Padre Carmelo da Padre Pio, era la vigilia dell’Assunta, per chiedere un pensiero per vivere bene la giornata dell’Assunta; andammo nella stanza in fondo al corridoio, Padre Pio era seduto su una poltrona di vimini, ed io mi ero appoggiato con le braccia sulle sua ginocchia. Padre Carmelo chiese un pensierino sulla Madonna. Padre Pio muoveva le gambe come faceva mia mamma per farmi giocare quando mi appoggiavo sulle sue ginocchia. Padre Pio invece cominciò a piangere, gridando, gridando. Non potete immaginare come il nostro cuore si spezzava per il dolore. Padre Carmelo disse: Padre, basta perché ci fai morire di dolore per vederti piangere e di amore perché piangi per l’amore che porti alla Mamma Celeste. Mamma mia!

Affidiamoci al Cuore della Madonna, Cuore Immacolato, Cuore pieno dell’amore di Dio che la Madonna ha ricevuto per i figli suoi, per noi. Nel suo Cuore c’è un posto anche per me, per te, per noi peccatori, perché Lei è il rifugio dei peccatori.

Gesù è Figlio di Dio e Figlio di Maria. Se Cristo è Figlio di Dio e Figlio di Maria, i veri cristiani non possono non essere figli di Dio e figli di Maria. Che bello!

Ti sei affidato al Cuore della Madonna? Adesso con i palpiti della Mamma nostra Celeste, col fuoco di amore preghiamo insieme.  Padre Pio diceva: un fuoco divoratore mi brucia dentro, che sarà il Cuore della Madonna dove questo fuoco divoratore brucia anche per te, per me, per noi?

Pensiero del giorno 24.09.2016 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

-L’umiltà di Maria è la disposizione per accogliere le più grandi sofferenze e le gioie ancora più grandi.

-Die Demut Mariens ist die Bereitschaft, um die grössten Leiden und die noch grösseren Freuden aufzunehmen.

-L’humilité de Marie est la disposition pour accueillir les plus grandes souffrances et les joies encore plus grandes.

-Humility of Mary is the disposition to accept the greatest sufferings and joy.

-La humildad de María es la disposición para acoger los más grandes sufrimientos y las alegrías aún más grandes.

Pensiero del giorno 23.09.2016 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

-Padre Pio era un mistero per lui stesso e lo è ancora di più per noi. Se Dio ha rivelato il suo mistero, perché non deve rivelare il mistero di san Pio nostro padre a noi suoi figli?

-Pater Pio war sich selbst ein Geheimnis und er ist es noch vielmehr für uns. Wenn Gott sein Geheimnis offenbart hat, warum sollte er nicht auch das Geheimnis des heiligen Pio, unseres Vaters, uns, seinen Kindern, offenbaren?

-Padre Pio was a mystery to Him, and it is even more for us. If God has revealed His mystery, why should not reveal the mystery of Saint Pio our father to us His sons?

-Padre Pio était un mystère pour lui et l’était encore plus pour nous. Si Dieu a révélé son mystère, pourquoi ne pas révélé le mystère de Saint Pio notre père à nous ses fils?

-Padre Pío era un misterio para él mismo y lo es aún más para nosotros. Si Dios ha revelado su misterio, ¿por qué no debe revelar el misterio de san Pío nuestro padre a nosotros sus hijos?

Pensiero del giorno 22.09.2016 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

-La misericordia è la tenerezza di Dio verso di noi uomini, sollevati e stretti al suo cuore, con amore infinito.

-Die Barmherzigkeit ist die Zärtlichkeit Gottes gegenüber uns Menschen, die er mit unendlicher Liebe erhoben und an sein Herz gedrückt hat.

-Mercy is the tenderness of God towards us men, raised and close to His heart, with infinite love.

-La miséricorde est la tendresse de Dieu envers nous les hommes, élevé et étroites en son coeur, avec un amour infini.

Pensiero del giorno 21.09.2016 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

-La misericordia del Signore è eterna. Solo se è stabile la nostra misericordia verso il prossimo è vera.

-Die Barmherzigkeit Gottes ist ewig. Nur wenn unsere Barmherzigkeit gegenüber dem Nächsten beständig ist, ist sie wahr.

-The mercy of the Lord is eternal . Only if it is stable our mercy towards neighbor is true.

-La miséricorde du Seigneur est éternelle. Seulement si notre miséricorde envers le prochain est stable et vraie.

Il Sacro Cuore

(Ez 34, 11-16; Sal 22; Rm 5, 5-11; Lc 15, 3-7)

Sia lodato Gesù Cristo.

Oggi è la festa del Cuore divino di Gesù. Vi dirò alcuni piccoli pensieri. Il cuore, secondo la mentalità comune, è l’organo dove risiede l’amore. L’uomo è amore, a immagine e somiglianza di Dio e la vita che ha è vita di amore; e siccome il cuore pompa il sangue, è la figura della vita, la vita che è amore.

Il cuore essendo l’organo che trasmette il sangue, trasmette la vita, trasmette l’amore, in tutta la nostra persona; dal punto di vista materiale, è anche figura, in maniera globale dell’amore, sia quello naturale, sia quello soprannaturale.

L’uomo è fatto di anima e di corpo, avendo la vita divina e quella umana nella sua stessa natura umana, ha anche la presenza della vita divina e la presenza della vita divina sta proprio lì dove c’è la presenza della vita umana.

Il cuore è figura non solo dell’amore umano, ma anche dell’amore divino.

L’uomo è capace di partecipare all’amore di Dio, perché Dio ha voluto trasmettere all’uomo la sua vita, il suo spirito e il suo amore; essendo Dio amore, quando ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, ha voluto che partecipasse al suo spirito, alla sua vita e al suo amore.

Noi per il peccato di Adamo ed Eva abbiamo perduto l’immagine e la somiglianza di Dio, e quindi abbiamo perduto la vita divina, l’amore di Dio; il Padre Celeste ha voluto mandare suo Figlio, il quale ha preso la natura umana, e così nella sua natura umana ha voluto  immettere l’amore divino; ha coniugato insieme l’amore umano e quello divino, perché Gesù è una sola persona: uomo e Dio;  tutto ciò che è amore in Lui è stato effuso mediante lo Spirito Santo in tutta la sua persona.

La seconda persona della SS.ma Trinità per natura sua è amore, è Figlio di Dio, e lo Spirito Santo è stato effuso nella sua natura umana sin dall’Incarnazione, in seguito nella passione, morte e resurrezione.

È chiaro che la natura umana di Gesù non ha assunto soltanto tutto ciò che negli uomini e nelle donne deve essere salvato, ha assunto tutta l’umanità e tutta la Creazione; ha espiato tutti i peccati del mondo, ha ottenuto il perdono e la misericordia per tutti, ci ha reso figli di Dio; noi nella nostra vita umana abbiamo avuto la vita divina, e tutto l’universo verrà creato di nuovo in maniera piena, cieli nuovi e terra nuova.

Nel Vangelo in modo specifico viene messo in risalto l’amore di Gesù, l’amore al Cuore di Gesù riguarda noi uomini. La figura con cui Gesù manifesta il suo amore grande verso di noi è quella in cui Lui si ritiene buon Pastore e noi sue pecorelle.

Il suo amore è duplice: sia a cercare le pecorelle perdute, quelle smarrite, a curare quelle ferite, sia a dare i pascoli perché pascolino e crescano forti e sane. Gesù cerca le pecorelle che sono lontane perché tornino di nuovo all’ovile, e si adopera in tutte le maniere a dare a tutte le pecorelle del suo gregge tutto quello che è necessario perché possano essere pecorelle sue. I pascoli sono la Parola di Dio, i Sacramenti; in modo particolare la struttura della vita divina delle sue pecorelle è simile alla sua: cioè l’ubbidienza alla volontà di Dio e la carità verso i fratelli e le sorelle; l’ubbidienza alla volontà di Dio e l’amore al prossimo sono l’espressione del “pascolo” nella Parola di Dio e nei Sacramenti.

Gesù ha voluto mettere in risalto nella prima lettura e nel Vangelo, il suo amore grande verso di noi. Chi di noi non si è trovato in qualche categoria di queste pecorelle smarrite, perdute, ferite, forse ripetutamente ferite per i peccati frequenti e ripetuti.

C’è un fatto molto bello: Gesù dopo aver ritrovato la pecorella perduta, non la bastona, ma la prende, la mette sul collo e fa festa per aver ritrovato la pecora perduta e smarrita; Egli fascia le pecore che erano ferite, che erano zoppe o che avevano altri difetti, Lui guarisce tutte le pecorelle che ha ritrovato.

Non è un amore astratto, ma un amore concreto, “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna”.

L’amore del Padre è nel Figlio e dal Figlio è stato partecipato a noi. Prima di comunicare a noi l’amore del Padre, Egli ha preso i nostri peccati, li ha espiati sulla croce, e ha ottenuto il perdono e la misericordia, così ci ha reso partecipi  del suo amore affinché noi potessimo praticare il comando di amare: amatevi gli uni gli altri come Io vi ho amato.

Gesù davvero è l’amore divino per tutto l’universo intero, per l’umanità, per la creazione,

Non c’è amore che non venga dal suo Cuore: l’amore a Dio, l’amore ai fratelli, l’amore alla creazione, l’amore ai peccatori, l’amore ai giusti, l’amore a chi è fragile, l’amore a tutti quelli che noi dobbiamo amare secondo il ruolo che essi hanno e che noi abbiamo.

Come è bello avere il cuore pieno dell’amore di Gesù, perché la vita cristiana non è altro che la vita di Cristo, la vita dell’amore di Dio, che è stata partecipata a noi tramite suo Figlio. E prima di comunicarci l’amore, Gesù ha tolto l’impedimento all’amore di Dio, guarendo tutte le nostre ferite; le ferite sono i peccati che impediscono di avere e di esercitare l’amore di Dio.

Il Cuore di Gesù. La devozione al Cuore di Gesù è la devozione regina;  dopo l’Eucarestia non c’è una devozione più grande della devozione al Cuore divino di Gesù, più grande è soltanto l’adorazione eucaristica.

Insieme con dodici promesse ci ha fatto “la grande promessa”; ha promesso in particolare di benedire quelle famiglie dove sarà esposto l’immagine del suo Cuore divino.

Questo è l’amore del Padre Celeste nel Figlio, e il Figlio per darci l’amore del Padre ha tolto tutti gli impedimenti che ci sono in noi, ci ha guarito, ci ha dato l’amore del Padre, il suo amore misericordioso, perché noi potessimo amare Dio e il prossimo.

L’amore è la vita di Dio, e noi avendo la vita di Dio, avendo l’amore di Dio, possiamo essere figli di Dio, eredi del Cielo, coeredi con Cristo nel Paradiso. Tutto è impostato nell’amore di Dio che è lo Spirito e la vita di Dio, che ci rende figli di Dio ed eredi del Cielo.

È grande il Cuore misericordioso di Gesù, le promesse del Cuore divino di Gesù per me sono fondamentali per tutta la Chiesa.

Le dodici promesse:

  1. «Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato».
  2. «Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise». (Quando mai, nessuno mai ha avuto questa specifica, chiara intenzione. )
  3. «Li consolerò nelle loro afflizioni».
  4. «Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte».
  5. «Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere».
  6. «I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della Misericordia».
  7. «Riporterò le comunità religiose e i singoli fedeli al loro primo fervore».
  8. «Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione».
  9. «Benedirò i luoghi dove l’immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta e onorata».
  10. «A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò il dono di commuovere i cuori più induriti».
  11. «Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio Sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato».
  12. «Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno al primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la Grazia della perseveranza finale… Essi non moriranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, servendo loro il mio Cuore di asilo sicuro in quell’ora estrema». (La grande promessa!)

La strategia di satana

(1 Pt 4, 7-13 Salmo 95 Mc 11, 11-26)

Sia lodato Gesù Cristo.

Il Vangelo che avete ascoltato è molto articolato e ha moltissime riflessioni.

Quella fondamentale è la preghiera per cui il Signore si indigna contro coloro i quali presso il tempio commerciavano e ha rivendicato la casa di suo Padre, la mia casa è casa di preghiera e non di altro.

Quando voi pregate abbiate il cuore sempre pieno di grande fede, speranza e amore, perché il Padre vostro vi ascolta ed esaudisce le vostre preghiere. La preghiera è il cuore.

Ma anche la prima preghiera che avete ascoltato dice che è necessario pregare perché la Chiesa si dedichi al servizio dei suoi figli, in questo difficile corso degli eventi, della storia dell’umanità, del pianeta.

Non voglio andare su questi argomenti.

Voglio andare invece su un argomento particolare. Come mai, come mai un sacerdote cade ora in questo, ora in quella fragilità, come mai cade? Qual é la strategia di satana per cui un sacerdote acconsenta alle tentazioni?

Cerchiamo di capire meglio. Noi sacerdoti siamo uomini come tutti gli altri: abbiamo i sentimenti, la ragione, lo spirito, abbiamo il cuore, satana tenta il sacerdote nei punti deboli della sua natura di uomo: un uomo, una donna per cadere in un peccato o di orgoglio o delle cose della carne è necessario che avvengano alcuni presupposti.

Quali sono i presupposti? l’anima non trova nulla di concreto che possa darle soddisfazioni. Noi siamo fatti per la gioia, siamo fatti per Iddio, siamo fatti per la felicità.

Nella preghiera il demonio con molta abilità cerca di rattristarvi: avete pregato, vi siete sforzati, e lui ovviamente si è arrabbiato, e risponde con la tristezza alla vostra generosità nella preghiera. La tristezza è il primo punto debole che dispone la volontà ad accogliere la tentazione.

Il demonio parte dalla tristezza, poi piano piano, via via, indirizza le fragilità verso il difetto predominante del soggetto.

Però, prima di indirizzare alla fragilità predominante che può essere l’orgoglio o l’impurità, satana, ha bisogno di rendere la preghiera non solo inutile, ma la causa della tristezza, per cui pregare dà fastidio, satana rende persino ripugnante la preghiera; questo avviene sempre quando non c’è l’ubbidienza alla fede, non c’è l’amore a Gesù e alla Madonna, non c’è la speranza di diventare figli di Dio, non c’è la comunione con Cristo nell’ubbidienza alla sua Parola, per cui l’anima resta sola con il suo io e l’io difende l’io.

La ragione, l’io e i sensi, trovandosi nudi dinanzi all’impegno di pregare bene, perdono la fiducia, la fede e automaticamente l’anima comincia ad andare alle cose del mondo: qualche sguardo imprudente, qualche memoria un po’ insistente, qualche affetto che tende ad essere qualcosa di più di un sentimento;  il demonio crea nell’anima il bisogno di rendere inutile o triste tutto ciò che riguarda Iddio, per convincerla a trovare altrove, non dico gioia, ma soddisfazione, piacere, qualcosa che può soddisfare il suo io. Se non c’è questo tragitto diabolico, non è possibile entrare in nessuna fragilità né dello spirito, cioè la presunzione, né della carne, cioè la concupiscenza della carne. Deve per forza fare così.

Se tu per es. cominci a pregare e hai una immagine non buona che il demonio ti ha fatto vedere nell’internet, o persone, oppure con una sequenza interminabile ti fa ricordare la tua vita passata con le debolezze e fragilità di vario genere, è chiaro che tutte queste cose ti occupano la mente, non riesci a pregar bene, non ti metti in comunione con il Signore, la preghiera ti stanca tanto che diventa una forzatura, è privata della fede, dell’amore, della speranza; e quindi non trovi nulla nella preghiera, a cominciare dal Breviario, la Messa, il Rosario, anche in chiesa cammini di qua e di là, non fai più la genuflessione; c’è bisogno di questo perché tu cada in qualsiasi fragilità, leggera o grave che sia, è necessario azzerare tutto.

È molto frequente che satana inculchi la tristezza dinanzi alla preghiera e  la soddisfazione dinanzi alle cose del mondo; è molto, molto abile in questo, molto abile.

Da cosa deriva l’umore sbagliato? Deriva dalla mancanza di fede vera, perché se tu ascolti la Parola di Dio, l’hai messa in pratica, hai ubbidito, hai usato carità, non c’è nulla che possa sopraffare la verità della Parola di Dio, dell’ubbidienza alla fede, della carità, non c’è nulla!

Tutto quello che viene per rattristarti, per farti dubitare, non viene da Dio, viene da satana! Lui riesce a vincerti perché due sono le cose: o tu non preghi bene e allora lui ti lascia andare a ruota libera nelle distrazioni, preoccupazioni, nervosismo, forzature di preghiere, oppure se preghi bene, piano piano, il demonio inietta la tristezza, quasi che tu non sia gradito al Signore, che la preghiera non sia accolta dal Signore, che il Signore non ti ascolti o che non ti esaudisca, ecc..

O preghi male o preghi bene, satana è capace di imbrogliarti quando tu non senti o non credi alla comunione col Signore che tu dovresti avere nella preghiera e che forse hai nella preghiera, satana ti toglie da dentro il cuore la gioia, e comincia piano piano, piano piano a farti scivolare nel piacere, il piacere di tante cose del mondo, gli sguardi, pensieri, ricordi, affetti; poi entri in casa e un po’ volendo, un po’ non volendo, un po’ quasi meccanicamente, cerchi cose non buone, poi chiudi il computer, poi l’apri di nuovo, il demonio è molto abile,  ti acciuffa con qualche immagine, qualche cosa che attira il tuo interesse.

Questo capita in due maniere: o con le immagini o con le persone. Non c’è nulla di male, si è vero che ci siamo abbracciati, però non c’è nulla di male.

Satana prima deve azzerare la preghiera: se stai pregando male, continua ancora a renderla  fastidiosa, cominci quindi a non dire il breviario, puoi non dire il rosario che dici sempre, oppure altre preghiere che dici ogni giorno,  senti la messa per necessità, ecc. così satana riesce a togliere dal tuo spirito, oltre che dalla tua ragione, dalla tua psiche e dai tuoi sensi, il pensiero della necessità della preghiera, per cui tu non hai più la fede.

Se tu veramente credi che senza Cristo non puoi far nulla, anzi senza Cristo non solo non puoi far nulla di bene, ma puoi far tutto di male; quando entri in questo alone, sia razionale, sia psicologico, sia sensuale, allora è sempre pericoloso, perché tu puoi andare fuori strada con la presunzione, con l’imprudenza e con le cose della carne.

Non è possibile che avvenga diversamente, non è possibile. Satana deve prima azzerare la tua comunione con Cristo e metterti in comunione con il mondo che ti impedisce di vivere di fede, con le cose che ti piacciono, con le persone, con immagini che sollecitano le tue passioni, anche con il ruolo che svolgi nella vita, il tuo prestigio, la tua stima ecc.. Ti porta ciò che ti può dare soddisfazione; nel momento in cui è riuscito a farti accogliere il piacere che ti presenta, ti ha rubato la vera gioia, quella di avere la comunione con Cristo mediante la preghiera, mediante l’ubbidienza alla fede, mediante la carità, te l’ha rubata.

La domanda che vorrei farvi questa sera: vi capita frequentemente di non aver fede nell’ubbidienza alla parola di Dio, nella carità, ma principalmente nella preghiera? Vi capita di essere soggetti a questo cambiamento di umore quando pregate, quando ubbidite, quando usate carità? Se facilmente avete questa fragilità siete sempre disponibili al mondo, a satana, all’io e quindi  al peccato, anche quello grave.

Se ti mantieni così in uno stato di mediocrità, la vita spirituale non va perduta  solo per un miracolo del Signore, perché non c’è la comunione con Cristo; Lui è la fonte della gioia, e noi siamo fatti per la gioia, Lui è la gioia e non dobbiamo trovarla in altro, o nelle persone, o nelle immagini, nelle cose, nel prestigio che abbiamo, nelle cose della carne.

Se tu sei molto facilmente sballottato dalla psiche, ora stai lieto, ora stai triste, ora sei generoso, ora invece non te ne importa nulla, ora condividi con altri le sofferenze e le gioie, ora invece non guardi neppure se tu sei schiava o schiavo di tutti questi cambiamenti degli umori, della tua psiche, è segno che tu vai cercando non la comunione con Cristo, ma vai cercando le sensazioni della tua vita spirituale.

Forse tu hai una concezione sbagliata della vita cristiana, il cristiano che vive di fede vuole camminare in un percorso di gioia, in un percorso di felicità, è la gioia di amare Dio facendo in tutto la sua volontà, la gioia di portare la croce per  meritare un posto in Cielo.

Se tu non vivi la gioia di essere stato redento, e di camminare per la via che ti porta alla salvezza, devi pregare di più, devi fare penitenza per i tuoi peccati,, devi essere vigilante. La croce della volontà di Dio che tu stenti ad abbracciare, continuerà  a farti stare nel bilico della mediocrità; il piacere del peccato non ti dà nulla, lo sai, eppure cerchi di adattarti alla mediocrità di una vita senza pace e senza un ideale.

Allora sbandi sempre, per cui ora sei nervoso ora sei allegro, ora sei amabile ora invece sei scostante, ora ti piacciono le cose del mondo e non ti piace una vita disciplinata scandita dalla meditazione della parola di Dio, dalla preghiera e dall’adempimento dei tuoi doveri. Questo criterio che ti viene suggerito dalla volontà di Dio, ti dà fastidio; vivi sempre sotto la forzatura di qualche tua passione, senti che ti manca qualcosa, ti manca la comunione con Gesù, la gioia vera, la fede, la speranza, l’amore è Cristo!

Tu che apprezzamento hai di Gesù Eucarestia, dell’ubbidienza alla volontà di Dio, dell’amore al prossimo? Ma ti rendi conto che Gesù ha detto che non puoi essere mio discepolo se non rinneghi il tuo io? Cioè se non fai la mia volontà che conosci nei Comandamenti e nei consigli del Vangelo? a che punto sta il rinnegamento del tuo io? sei veramente convinto che se non fai questo rinnegamento, non puoi essere discepolo di Cristo, non puoi essere cristiano? tanto meno essere un buon cittadino, un buon padre, una buona mamma? Ti manca la garanzia sicura della salvezza eterna.

Tu ami veramente la volontà di Dio? ami Dio? ami ubbidire al Signore o ti sei inchiodato nella tua ragione, nei tuoi affetti, nei tuoi sensi, nel tuo prestigio, nel tuo ruolo? sei inchiodato là, non riesci a muoverti se non in quello che può essere per te causa di soddisfazione e di piacere, di autoreferenze della tua persona dinanzi alla gente e dinanzi a te.

È abile satana, è abile. La cosa peggiore è questa, che tu ti comporti in un modo non buono e cammini così, dici: che c’è di male? se devi fare qualche sforzo per pregare o per rinunziare a qualcosa che Dio ha proibito di fare, dici: non me la sento, ho dolor di testa, non ce la faccio, i tuoi difetti sono la pigrizia, la mormorazione, la critica, il nervosismo, mamma mia!

Tutto questo mondo lo ha creato satana e lo appiccica ora alla tua ragione, ora alla psiche, ora ai sensi, ora allo spirito leggero, frivolo, e instabile.

Oh se tu arrivassi a dire: io amo soltanto Iddio, la sua volontà, e ho la gioia di ubbidire a quello che Dio mi comanda, perché in questa via mi metto in comunione con Lui, non ci sarebbe più l’insulto di satana che può vincere la tua convinzione di fede, la tua decisione di ubbidire a Dio; sentiresti che Dio è con te e tu con Lui, lo dice san Giovanni, lo dice la Scrittura in tante maniere. Dio dimora in me e io in Lui.

Ma tu credi alla dimora di Dio in te? credi che tu dimori in Cristo mediante l’ubbidienza alla volontà di Dio e mediante le opere di bene?

Voi volete bene a Gesù? Gesù ha detto: se mi volete bene, dovete fare la mia parola, cioè dovete ubbidire al Vangelo. Voi ubbidite a Gesù? se non  ubbidisci e dici di amare Gesù, il tuo amore è sentimentale, e il sentimento ora c’è ora non c’è, e quando non c’è, il demonio lo sostituisce con l’affetto alle cose cattive di questo mondo.

Se ami Gesù devi fare la sua parola, devi ubbidire al Vangelo; la parola di Gesù è volerci bene, fare le opere buone, vi do il mio comando amatevi gli uni gli altri. È tutto connesso, se vogliamo ubbidire a Gesù, dobbiamo volerci bene.

Pensiero del giorno 20.09.2016 di Don Pierino Galeone – Servi della Sofferenza

-La carità fraterna è l’effusione dell’amore di Dio, che si riceve nell’ubbidienza al Signore. La carità fraterna testimonia l’ubbidienza a Dio.

-Die brüderliche Liebe ist die Ausgiessung der Liebe Gottes, die man durch den Gehorsam zu Gott erhält. Die brüderliche Liebe bezeugt den Gehorsam zu Gott.

-The fraternal charity is the effusione of the love of God , that you receive in obedience to the Lord . The fraternal charity testifies the obedience to God.

-La charité fraternelle est l’effusion de l’amour de Dieu, que l’on reçoit dans l’obéissance du Seigneur. La charité fraternelle témoigne l’obéissance à Dieu.

-La caridad fraterna es la efusión del amor de Dios, que se recibe en la obediencia al Señor. La caridad fraterna da testimonio de la obediencia a Dios.

INSIEME CON PADRE PIO – Quaderno LXIII

quaderno-63

INDICE

– Presentazione
– Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli

– La separazione in generale

– Com’è bello vivere con la Famiglia Divina
– Non aver paura, Gesù è con te
– Come conoscere Gesù e il Padre
– La strategia di satana
– Il nutrimento della vita divina – L’Eucaristia e la Parola di Dio
– Melchisedek
– Maria visita tutte le famiglie del mondo
– Il Sacro Cuore

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